MONTECRISTO. Veleni sulla derattizzazione

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della protesta. Innanzi tutto mi chiedo e Vi chiedo perché se tutto va bene come vogliono farci credere gli amici del Parco, non è stato ancora possibile fare un sopralluogo a Montecristo?

Dalla data del mio esposto, 4 gennaio 2012, abbiamo assistito ad una levata di scudi orchestrata ad arte in favore dell’operazione di derattizzazione dell’Isola di Montecristo effettuata dall’Ente Parco: è ripetutamente intervenuta Legambiente il cui rappresentante per le isole minori, in qualità di membro del Consiglio Direttivo del PNAT, ha votato il progetto. Grazie a Legambiente, inoltre, abbiamo appreso che esistono atolli ed isole sperduti nell’Oceano Pacifico in cui il “trattamento d’urto” al ratto nero effettuato con imponenti mezzi aerei ha ottenuto successo.

Ma che c’entrano gli atolli sperduti con la “nostra” isola, tra le più protette in Europa, così lontana da queste, ma così vicina a noi? Anche gli esperimenti nucleari all’atollo di Mururoa erano “scientifici”, ma non per questo erano condivisibili.

Abbiamo visto la commovente foto di un povero pulcino morente pubblicata dalla dr.ssa Zanichelli con l’ingenuo intento di convincere gli scettici, utilizzando con cinico opportunismo il sentimento di pietà e commozione. Oggi, ci piacerebbe vedere anche qualche foto che ritragga in che condizioni sono le capre di Montecristo o i gabbiani o il coniglio selvatico dopo aver mangiato i cereali al veleno!

Addirittura Europarc è intervenuta! Peccato che non si dica che Federparchi, che rappresenta la sezione italiana di Europarc, riceve ogni anno una munifica quota di associazione anche dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano!

Si è scomodata perfino la LIPU, tra i cui fondatori c’è anche il compagno del direttore dell’Ente Parco. Chissà se l’intervento era solo in favore della berta minore…

Gli autorevoli esponenti di associazioni animaliste (ENPA, LAV), per il solo fatto di sollevare dubbi e perplessità sulla modalità prescelta dal Parco e contestare il Progetto elaborato dagli esperti, sono stati accusati di avere preso una sonora cantonata e di dire sciocchezze.

Ebbene, vorremmo sapere chi è il depositario della verità. Perché Legambiente dice il giusto, mentre le altre Associazioni animaliste prendono sviste? Perché una piccola associazione rappresentata da un “ex campione di pesca subacquea” non è legittimata a parlare, mentre un comunicato proveniente da Mazzantini dovrebbe avere autorevolezza scientifica superiore ed assoluta?

Gli interventi a tutela dell’ambiente e della fauna con cui molti si sono permessi di mettere in discussione l’idea di inondare Montecristo di veleno per topi, criticando la modalità adottata per eseguire la derattizzazione, sono stati finemente mistificati ad arte come banali interventi per la tutela del ratto nero, come se la questione fosse per quale animale si fa il tifo.

E’ già passato un mese e mezzo dal lancio di 26 tonnellate di esca rodenticida, anche se la dr.ssa Zanichelli ci vuol far credere di aver lanciato bocconcini appetibili ai cereali, e nessuna delle autorità preposte alla vigilanza ha fatto le verifiche previste dalla legge. Sono stati effettuati dei monitoraggi? L’ordinanza del Ministero della Salute impone a chi effettua la derattizzazione senza l’uso delle trappole di rimuovere tutto il veleno distribuito al termine delle operazioni. E’ stato fatto? Dov’è il verbale che attesta le operazione effettuate? Si è verificato quali conseguenze ci sono state a carico di altri animali o dell’ambiente? Sono stati fatti dei campionamenti per valutare lo stato delle acque?

Il Comune di Portoferraio cos’ha fatto? Questo ve lo racconto io, perché vale la pena far conoscere ai cittadini l’approssimazione con cui agisce l’apparato amministrativo comunale, non senza l’avallo della politica: il Dirigente Parigi, a gennaio 2011, ha rilasciato un nulla osta alla richiesta dell’Ente Parco per l’eradicazione del ratto nero. A gennaio 2012, dopo il mio esposto, ha sospeso quel nulla osta, dicendo che nel 2011 non aveva visto nessun progetto e che la richiesta del Parco non era corredata della documentazione progettuale. Dopo pochi giorni ha cambiato nuovamente idea e ha fatto rivivere il precedente nulla osta del 2011; ma la vera amenità è che nel decidere la “reviviscenza” del nulla osta, ha precisato che il Comune di Portoferraio non ha competenza al riguardo. Sarebbe il caso che Parigi si decidesse e soprattutto che si leggesse la legge Regionale 39/2001!

Come Consigliere di minoranza ho presentato una mozione per la discussione della questione in Consiglio e nel corso delle riunione dei capigruppo del 17 gennaio u.s. ho sollecitato al Sindaco l’effettuazione di un sopralluogo urgente a Montecristo per valutare la situazione. Secondo quanto mi ha comunicato via e-mail l’assessore all’ambiente Rizzoli, la Direttore del Parco, in data 1° febbraio, avrebbe posto la questione al Ministero delle Politiche agricole e forestali, principale titolare dell’intervento di derattizzazione. A tutt’oggi non ho avuto ulteriori notizie. Forse tornando da Roma si è persa?

Il prossimo martedì 21 febbraio si terrà il Consiglio Comunale, per cui invito i cittadini a prendervi parte, perché è nel loro pieno diritto partecipare e chiedere conto al Sindaco di cosa avviene a Montecristo. Tutti devono sapere se il Comune di Portoferraio ha definitivamente rinunciato alle sue competenze amministrative sull’isola!

Dato che l’operazione di eradicare il ratto nero con lancio di esche dall’elicottero, per stessa ammissione dei suoi progettisti, è stata considerata a carattere pionieristico temo che, forse, scopriremo le conseguenze dello scellerato intervento del Parco quando sarà troppo tardi, ma Arcipelago Libero, con i suoi soci e tutti quelli che condividono la nostra preoccupazione e l’amore per l’ambiente, continuerà a lavorare per sapere cosa è successo e per spronare le istituzioni a far rispettare le normative.

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