Blatte, parte la caccia nei tombini

Bonifiche diurne e allarme topi. Le Monde: «È un nuovo flagello».

Conferme e dubbi sull’emergenza blatte e sui rischi per la salute pubblica, musi storti per la polemica nata con le Eolie, avviate bonifiche aggiuntive diurne nelle strade più invase da questi insetti, slittata in autunno una disinfestazione completa preventiva. E poi: precisazioni, qualche polemica, e anche la richiesta di intervento della Procura.

È successo di tutto, ieri, a Palazzo San Giacomo, nel corso dell’annunciato vertice al quale hanno preso parte il vicesindaco Tommaso Sodano, esperti, funzionari del dipartimento prevenzione collettiva e servizio igiene e sanità pubblica dell’Asl Napoli, e rappresentanti delle municipalità, per stabilire un piano di intervento straordinario contro l’attuale superproliferazione di blatte rosse in città.

Ma procediamo con ordine. Nell’immediato si è convenuto sulla nuova strategia da adottare per arginare l’invasione di questi scarafaggi: il Comune si è impegnato ad avviare già da oggi interventi aggiuntivi di manutenzione e pulizia dei tombini e delle caditoie stradali. In campo anche i tecnici Asl. Si comincerà da Fuorigrotta.

«Oltre agli interventi ordinari notturni già previsti – ha spiegato Sodano – abbiamo chiesto all’Asl, e ci sarà anche il contributo del servizio fognature del Comune, di potenziare gli interventi durante il giorno. Saranno le Municipalità ad indicare le strade più infestate».

Ecco l’elenco delle zone interessate: piazza Mercato, via Camillo Cucca, via Fiorentine a Chiaia, corso Vittorio Emanuele (da piazzetta Cariati a parco Comola), via Diocleziano, viale Campi Flegrei, via Leopardi, via Giulio Cesare, zona ospedale San Paolo; via Ruoppolo, via Giotto, viale Raffaello; via Giovanni Antonio Campano, via Emilio Scaglione, via Giovanni Piro, rione Monte Rosa; rione Luzzatti, borgo Sant’Antonio, via Tribunali, rione Santa Rosa, taverna del Ferro e via Pazzigno. Il Comune, che sta proseguendo la pulizia della rete fognaria, ha garantito anche l’apertura settimanale (7 giorni su 7) del sito di Coroglio, dove è raccolto il materiale proveniente dalla pulizia delle caditoie.

Dunque, caccia alle blatte tombino per tombino, anche di giorno, l’afa e l’assenza di piogge non aiutano.

«Gli scarafaggi vivono nelle fogne immersi nei liquami, il problema più grave a Napoli è la mancanza di prevenzione nei confronti di questo tipo di pericolo per la salute pubblica. Se già da febbraio si fosse fatta la giusta pulizia di tombini e caditoie, non saremmo arrivati a questo punto» ha insistito Maria Triassi, presidente della Società italiana di Igiene e Medicina preventiva e sanità pubblica, sezione Campania, che ha partecipato alla riunione tecnica al Comune.

E ha aggiunto: «Le blatte possono divenire vettori di malattie come tifo, epatite A, salmonellosi e tossinfezioni alimentari, e il pericolo con l’attuale caldo torrido arriva anche da mosche, mosconi e topi». Poi, la puntualizzazione sulla polemica con gli amministratori delle Eolie.

«La provenienza di questi insetti da quelle isole si inserisce nel quadro più grande della globalizzazione – ha detto la Triassi – Queste blatte in quegli ambienti trovano il loro habitat naturale e arrivano poi sulla terraferma con traghetti e aliscafi. L’arcipelago ha storicamente questo tipo di problema con le blatte».

La replica del vicesindaco Sodano: questo allarme ha già danneggiato la nostra città, non c’è epidemia, le blatte c’erano anche nella passata stagione. Comunque dal prossimo autunno sarà eseguito un intervento preventivo che lo scorso anno non abbiamo potuto fare per mancanza di risorse e tempo. Sono molto dispiaciuto che siano state tirate in ballo le isole Eolie in questa vicenda».

Da Scampia, infine, un attacco diretto. «I cittadini sono esasperati, il territorio è invaso da blatte e topi grandi come gatti che mettono a rischio l’incolumità di residenti e bambini. Non sono mai state fatte disinfestazioni adeguate. Sono gravi omissioni, si dimettano i vertici di Asl, Asia e Comune. Auspico un intervento della Procura per accertare le responsabilità del caso», ha tuonato l’avvocato Angelo Pisani, presidente dell’ottava Municipalità (Scampia, Chiaiano, Piscinola e Miano.

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