La Lipu difende la derattizzazione aerea di Montecristo

Il mondo animalista spaccato in due. L’ultima dichiarazione: “L’intervento è indispensabile per salvare l’importante colonia di berta minore e la natura dell’isola”.

“Il progetto di derattizzazione realizzato sull’isola di Montecristo è indispensabile per salvare l’importante colonia di berta minore e la natura dell’isola”. E’ quanto dichiara la Lipu-BirdLife in merito al progetto Life “Montecristo 2010”, cofinanziato dall’Unione europea al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali – Corpo forestale dello Stato – e che vede come partner l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), il Parco nazionale Arcipelago toscano e la società Nemo.

Secondo la Lipu, i metodi e i tempi della derattizzazione utilizzati sull’isola non comportano rischi per le altre specie o per la biodiversità marina, come dimostrato anche da altri progetti condotti in tutto il mondo che hanno utilizzato metodi analoghi a quelli del progetto Montecristo 2010. Al contrario questi interventi sono fondamentali per garantire la sopravvivenza della berta minore, specie endemica del bacino del Mediterraneo, sull’isola di Montecristo.

Al già basso successo riproduttivo della specie a Montecristo – sottolinea la Lipu – si è sommata negli ultimi anni l’azione distruttiva del ratto nero, in grado di azzerare il successo riproduttivo della berta minore sull’isola. Un’azione devastante che rischiava – senza un intervento specifico – di portare all’estinzione la popolazione di Montecristo.

L’isola toscana ospita un’importantissima colonia di berta minore, formata da un numero di coppie compreso tra le 400 e le 750. L’Italia e, in particolare il Parco nazionale arcipelago toscano hanno una grandissima responsabilità per la conservazione di questa specie in quanto l’isola di Montecristo ospita tra il 3 e il 10% della popolazione mondiale nidificante.

“Si tratta di tecniche standardizzate e utilizzate con successo in realtà simili a queste – dichiara Giorgia Gaibani, responsabile Iba e rete Natura 2000 Lipu – La presenza di specie alloctone invasive è una delle minacce più serie per la biodiversità a livello globale, e il loro impatto è molto grave su certi ambienti, come le isole e gli habitat di acqua dolce”.

Secondo BirdLife International (la rete internazionale di associazioni per la tutela della natura e degli uccelli selvatici, di cui Lipu è partner per L’Italia) le specie alloctone invasive sono la maggiore causa di estinzione degli uccelli selvatici. Le specie alloctone invasive inoltre sono uno dei fattori che minacciano il 44% delle specie incluse nella Lista Rossa nella categoria Critically Endangered (minacciate in modo critico). Inoltre, le specie invasive mettono in pericolo il 67% delle specie di uccelli selvatici che nidificano nelle isole oceaniche.

“Il progetto di derattizzazione realizzato sull’isola di Montecristo è indispensabile per salvare l’importante colonia di berta minore e la natura dell’isola”. E’ quanto dichiara la Lipu-BirdLife in merito al progetto Life “Montecristo 2010”, cofinanziato dall’Unione europea al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali – Corpo forestale dello Stato – e che vede come partner l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), il Parco nazionale Arcipelago toscano e la società Nemo.

Secondo la Lipu, i metodi e i tempi della derattizzazione utilizzati sull’isola non comportano rischi per le altre specie o per la biodiversità marina, come dimostrato anche da altri progetti condotti in tutto il mondo che hanno utilizzato metodi analoghi a quelli del progetto Montecristo 2010. Al contrario questi interventi sono fondamentali per garantire la sopravvivenza della berta minore, specie endemica del bacino del Mediterraneo, sull’isola di Montecristo.

Al già basso successo riproduttivo della specie a Montecristo – sottolinea la Lipu – si è sommata negli ultimi anni l’azione distruttiva del ratto nero, in grado di azzerare il successo riproduttivo della berta minore sull’isola. Un’azione devastante che rischiava – senza un intervento specifico – di portare all’estinzione la popolazione di Montecristo.

L’isola toscana ospita un’importantissima colonia di berta minore, formata da un numero di coppie compreso tra le 400 e le 750. L’Italia e, in particolare il Parco nazionale arcipelago toscano hanno una grandissima responsabilità per la conservazione di questa specie in quanto l’isola di Montecristo ospita tra il 3 e il 10% della popolazione mondiale nidificante.

“Si tratta di tecniche standardizzate e utilizzate con successo in realtà simili a queste – dichiara Giorgia Gaibani, responsabile Iba e rete Natura 2000 Lipu – La presenza di specie alloctone invasive è una delle minacce più serie per la biodiversità a livello globale, e il loro impatto è molto grave su certi ambienti, come le isole e gli habitat di acqua dolce”.

Secondo BirdLife International (la rete internazionale di associazioni per la tutela della natura e degli uccelli selvatici, di cui Lipu è partner per L’Italia) le specie alloctone invasive sono la maggiore causa di estinzione degli uccelli selvatici. Le specie alloctone invasive inoltre sono uno dei fattori che minacciano il 44% delle specie incluse nella Lista Rossa nella categoria Critically Endangered (minacciate in modo critico). Inoltre, le specie invasive mettono in pericolo il 67% delle specie di uccelli selvatici che nidificano nelle isole oceaniche.

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